
Il teatro non può certo cambiare il mondo. È solo uno strumento.
La differenza la fanno le persone, quando trovano occasioni per incontrarsi, ascoltarsi, reciprocamente riconoscersi.
Per questo abbiamo deciso di proseguire con la seconda edizione di Teatri dell’Esistenza, un festival di Teatro Sociale e di Comunità, che vuole riunire artisti, cittadini, operatori, territori attorno a esperienze che promuovono inclusione, partecipazione e cittadinanza attiva.
Il teatro sociale sceglie di esserci, proprio a partire da quelle periferie (geografiche ed esistenziali) dove le occasioni culturali sono più rare, le fragilità più profonde e costruire legami diventa una necessità.
È lì che ha senso illuminare, creare impianti elettrici.
La luce, quando c’è chiaro, è uno spreco, non ha senso.
La ricerca di senso è la ricerca di questo teatro.
La libertà di questo teatro è quella che va rivendicata, perché rompe le categorie, ma concilia.
Dona notti serene, ma non fa dormire.
Quanta bellezza, vero?
Anna Solaro









