Quando:
6 Febbraio 2020@18:00
2020-02-06T18:00:00+01:00
2020-02-06T18:15:00+01:00
Dove:
Auditorium del Municipio IV Media Val Bisagno
Costo:
Gratuito
Contatto:
TEATRO DELL'ORTICA
0108380120

“PRIGIONI VISIBILI E INVISIBILI  – IL TEATRO DI SAMUEL BECKETT”


L’intervento del regista teatrale, artista e scrittore Yosuke Taki riguarda l’interpretazione delle opere di Beckett, presentata altrimenti attraverso una mostra multimediale, “Prigionie (in)visibili”, all’interno della Rassegna di Teatro Carcere Destini Incrociati ed evidenzia come la stessa abbia subito forti cambiamenti: dopo la morte di Beckett, infatti, la stessa “Aspettando Godot” ha dimostrato di essere un’opera in grado di stimolare sensibilità reali (sociali, politiche, psicologiche) capace di respirare nel presente della Storia, un po’ come Godot all’origine.
Yosuke sostiene che “a capire subito e da sempre il vero senso della drammaturgia di Beckett sono stati i carcerati. A cominciare dal prigioniero di un carcere tedesco, che tradusse e mise in scena Godot pochi mesi dopo la sua prima mondiale. Fino a oggi, moltissimi carcerati in tutto il mondo, nei laboratori teatrali, hanno continuato a mettere in scena Godot e altre opere beckettiane”. Come mai quest’affinità tra Beckett e la prigione? “Perché i reclusi hanno sempre riconosciuto una forte corrispondenza tra la loro condizione e le opere di Beckett. Vi leggevano il vero senso della prigionia. Beckett non descriveva la vita dei carcerati. Semplicemente, è così che vedeva l’umanità. L’umanità, per lui, è sempre inconsapevolmente imprigionata, seppure comicamente”.


Yosuke Taki nasce a Tokyo nel 1962. Si laurea nel 1985 in Letteratura francese presso l’Università di Waseda (Tokyo). Dal 1985 al 1988 studia il teatro Kyogen, forma tradizionale di commedia giapponese, con il maestro Kosuke Nomura (attuale Mannojo Nomura). Dopo un anno di esperienza come aiuto-regista al Yokohama Boat Theatre, arriva nel 1988 in Italia dove attualmente vive e lavora. Fonda il Teatro dell’Arcipelago nel 1997 e inizia il ciclo di lavori beckettiani, a partire dalle brevi pièces del drammaturgo irlandese denominate “dramaticules”. Oltre a lavorare in campo teatrale e come saggista e traduttore, prosegue la sua ricerca artistica con il video e la fotografia.