CHE FINE HA FATTO BETTY BOOP? – Il Teatrino di Bisanzio

Quando:
28 Marzo 2020@21:00
2020-03-28T21:00:00+01:00
2020-03-28T21:15:00+01:00
Dove:
TEATRO DELL'ORTICA
via S. Allende 48
16138 Genova
Costo:
Intero € 10,00 Ridotto € 8,00 (bambini, over 65, soci COOP, Green Card, abbonati ai teatri della rete Genova Teatro) Ingresso € 6,00 (per tutti i corsisti del Teatro dell’Ortica)
Contatto:
TEATRO DELL'ORTICA
0108380120

Liberamente ispirato ai cartoni animati di Betty Boop realizzati da Max & Dave Fleischer
di e con Anna Giarrocco e Andrea Benfante
scenografie ed elementi scenici Bartolomeo Benfante
costumi Anna Alunno
trucco e acconciature Tissy Love
luci e fonica Antonio Carletti
con le voci di Alberto Carpanini, Antonio Carletti e Paolo Drago
chitarra Davide Fornetti
adattamento musicale, elaborazioni grafiche e regia Andrea Benfante

 


Betty Boop: una donna, seppure d’inchiostro. Eppure, questa brunetta dai grandi occhioni e dalle vesti succinte è entrata ormai da tempo nell’immaginario collettivo come primo sex symbol dei cartoni animati. Anche se fu solo un cartoon, la triste parabola che la vide protagonista negli anni ’30 è analoga a quella di tante donne sfruttate dallo star system della nascente Hollywood.
Un pretesto per raccontare l’ennesima figura femminile strumentalizzata nel consueto modus dell’ “usa e getta” tanto consueto ieri come oggi.
Uno spettacolo dark che immagina Betty Boop come un cartone animato vivente. Come una diva in ritiro forzato. La fine che ha fatto Betty Boop? Semplice. Come tante stelle é stata lasciata ad ammuffire. Nel suo caso, su un’enorme scrivania assieme ad un compagno di sventure: Ko-Ko il clown, crudele e meschino carceriere della protagonista, altra “star” dei cartoni, dimenticato anch’esso dagli anni ’30.
E se questi due cartoons avessero avuto una vita al di fuori degli schermi cinematografici, cosa sarebbe accaduto? Lo spettacolo parte da questo interrogativo: Betty e Ko-Ko, prigionieri da anni nell’ufficio del loro creatore, in un malatissimo rapporto d’amore e odio, d’invidia e bassezze, trascendono la loro essenza di cartoni animati per diventare personaggi mossi dalle dinamiche dell’umanità che ci compenetra tutti, dinamiche universalmente “popolari”.
Ed ecco allora Betty, donnina sfruttata da un’emancipazione femminile fasulla, dettata ancora una volta dall’uomo, pronto a gettarla nel cestino dei rifiuti. Ko-Ko invece, clown a tratti demoniaco pigmalione di Betty è l’oscuro carnefice che contribuisce in modo crudelmente cosciente alla perpetua divisione tra vincitori e vinti, sfruttando la sua condizione di maschio prevaricatore per sopraffare una volta di più la donna. Storie di vessazioni al sesso femminile che ancor oggi sono all’ordine del giorno.
E ancora, storie di scandali, sesso, droga. Esattamente ciò che accadeva ad Hollywood già a partire dagli anni ’10!
Eppure si ride. E molto anche. Perché in fondo Ko-Ko e Betty sono due cartoon. Si ride e ci si commuove, attraverso i classici del jazz e dello swing, attraverso i suoni cartoonistici delle martellate in testa e degli oggetti che si animano e parlano con loro, portando il pubblico in una dimensione allegramente patetica, proprio com’è la nostra vita.
Una divertente poesia di suoni e note, che riempie gli occhi, appaga il cuore, fa pensare.

 

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