SINTOMATOLOGIA DELL’ESISTENZA. Un DSM per medici e poeti


L’idea nasce da un confronto che si è aperto in laboratorio con gli attori / pazienti del Gruppo Stranità. Molti di loro, infatti, sottolineano sempre più l’importanza di raccontare la malattia mentale dal punto di vista della storia personale più che del sintomo.

“La mia schizofrenia ha attraversato una vita che è stata un mare in tempesta.”

“Io, con il mio disturbo narcisistico di personalità, ho finito per incollarmi ad uno specchio e di perdere di vista il resto del mondo e soprattutto me stesso.”

“In testa io ho un condominio di voci e non bastano le assemblee né i quorum per raggiungere l’unanimità. Mi serve un tappeto morbido perché vorrei di tanto in tanto mettere i piedi nella realtà”.

Il bisogno portato dagli attori si sta concretizzando in una drammaturgia che si fonda sulla costruzione di stili narrativi spontanei ed autobiografici e che si interseca fitta con una partitura corporea che da sempre rappresenta la cifra fondamentale di Stranità, compagnia/comunità corale sul palco.

La riflessione di porre al centro la persona al di là della malattia si pone come necessità storica e culturale: a maggio il quarantesimo anniversario della legge Basaglia e in cantiere le proposte di riforma della stessa. I padri fondatori di quella legge, ad esempio Peppe dell’Acqua e Franco Rotelli, sottolineano con forza l’importanza di andare oltre il sintomo, perché il rischio di stigmatizzare è nuovamente imperante nel nostro contemporaneo.
Con gli attori di Stranità ci assumiamo questo compito culturale e politico di essere sostenitori dei diritti.



di e con
gli attori del Gruppo Stranità

aiuto regia
Giancarlo Mariottini

regia
Anna Solaro

luci e fonica
Davide Aloi
Stefano Gualtieri
Antonio Carletti

foto di scena
Donato Aquaro

BACKSTAGE E INTERVISTE | Parte 1
BACKSTAGE E INTERVISTE | Parte 2

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