GUGLIELMETTI TRANVIERE FALEGNAME E PARTIGIANO

Quando:
25 aprile 2018@21:00
2018-04-25T21:00:00+02:00
2018-04-25T21:15:00+02:00
Dove:
BIBLIOTECA CIVICA
Via Chiappa
15, 16012 Busalla GE
Italia
Costo:
Gratuito
di Antonio Carletti
con Mirco Bonomi e Antonio Carletti
regia MIrco Bonomi e Antonio Carletti

 

 

 

 


Lo spettacolo conferma il sodalizio fra Mirco Bonomi – direttore di Teatro dell’Ortica, regista e attore – e l’autore ed attore Antonio Carletti, nato in occasione dello spettacolo Cognome e nome Pertini Sandro realizzato sempre con la preziosa collaborazione di Coop Liguria Il lavoro nasce da una ricerca effettuata presso il Museo storico della Resistenza di Genova e gli archivi di AMT (Azienda Municipalizzata dei Trasporti) di Genova: Romeo Guglielmetti fu infatti operaio in qualità di falegname dell’’allora UITE, oltre che dirigente del movimento partigiano della Val Bisagno. Nel dicembre del 1944 Guglielmetti e altri sette antifascisti (Dino Bellucci, Giovanni Bertora, Giovanni Giacalone, Amedeo Lattanzi, Luigi Marsano e Giovanni Veronelli) vengono arrestati, torturati e condannati a morte per rappresaglia all’ attentato ai danni di due ufficiali tedeschi in via XX settembre a Genova.

Il 14 gennaio dello stesso anno si decide di farli immediatamente fucilare – al Forte di San Martino – da un plotone di Carabinieri, comandato dal Tenente di Complemento Giuseppe Avezzano Comes che si oppone all’ordine di procedere all’ esecuzione costringendo ad intervenire i soldati nazifascisti che trucidano gli otto prigionieri.

Nel racconto a due voci, Bonomi e Carletti rievocano la Genova degli anni ’20, ’30 e ’40, fino agli eventi che portarono alla cattura e alla barbara esecuzione di Forte San Martino; ma raccontano anche un’altra resistenza, più defilata, meno conosciuta: quella della lotta in città, che spesso vedeva protagoniste persone non più giovani a volte vecchi: lo spettacolo vuole portare in luce anche questo spetto dell’antifascismo, meno noto ma che fa parte della stessa storia. anche questo aspetto più quotidiano, meno «eroico» dell’antifascismo.

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