OGGI È UN BEL GIORNO

Quando:
10 novembre 2018@21:00
2018-11-10T21:00:00+01:00
2018-11-10T21:15:00+01:00
Dove:
Teatro dell'Ortica
Via Salvador Allende
48, 16138 Genova GE
Italia
Costo:
INTERO € 10,00 RIDOTTO € 8,00 (bambini, over 65, Amici dell’Ortica CARD, soci COOP, Green Card) INGRESSO € 6,00 (per tutti i corsisti di Ortica Lab e OPT) ABBONAMENTO 5 spettacoli €35.00
Contatto:
Teatro dell'Ortica
0108380120
PROGETTO EDUCARE ALLA BELLEZZA
Pièce di Teatro Civile
drammaturgia di Antonio Roma
regia Chiara Manfredda e Filippo Borgia
con
Antonio Roma (Goran)
Mario Roma (Ante)
Alice Brizzi (AnaÏs)
Federico Spaltini (Scrittore)

La pièce teatrale Oggi è un bel giorno, adattamento teatrale dell’omonimo romanzo d’esordio di Antonio Roma e selezionata al Sarajevo Winter Festival 2018, ambientata a Sarajevo vent’anni dopo la guerra che ha dilaniato la ex Jugoslavia, si interroga sulla possibilità di ricucire il tessuto lacerato delle relazioni umane e affettive; e sui processi di elaborazione del lutto, di riconciliazione e – là dove possibile – perdono.

Oggi è un bel giorno è la storia di un incontro. Ante, giovane uomo e scrittore, nel giorno dell’anniversario della morte del fratello Andrej, fotografo, incontra al cimitero di Mojmilo Goran, professore di letteratura di Ante, oggi anziano, e Anaïs, la nipote di Goran studentessa di pianoforte.
Nella Sarajevo di oggi, vent’anni dopo la guerra, due umanità ferite cercheranno, in un continuo e delicato esercizio, di dare un significato profondo alle loro vite, segnate per sempre da un trauma incancellabile.
Nella Sarajevo culla di “un’umanità di luci e ombre, miele e sangue”, i due guarderanno negli occhi il passato, s’impegneranno a non subire il presente e a costruire un futuro in cui poter essere vite e non più solo vittime dell’odio.
Un ruolo cruciale nelle vite dei due sarà giocato proprio da Goran, il primo a cui la guerra a tolto molto.
Più di quanto si possa sopportare.
Oggi è un bel giorno, come scrive Augusto Ferrari, è anche la storia di “uomini e donne, che camminando nella storia dentro le contraddizioni di uno spazio concreto, hanno soprattutto la parola come strumento per ricostruire le relazioni. Se le armi distruggono, la parola ricostruisce. E la parola si fa racconto. Per questo la figura dell’anziano professore di letteratura ha un ruolo cruciale. La parola che si fa racconto e diventa letteratura, svolge una funzione quasi paterna: genera, fa crescere, spinge avanti. E così permette ai tanti Telemaco di non fermarsi, perché la guerra, che distrugge le relazioni tra i viventi, non è comunque l’ultima parola.
La parola che si fa racconto è dunque speranza: speranza che, dopo la tristezza, possa sorgere ‘un bel giorno’. Oggi.”


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