LA VERA STORIA DEI MOLE PEOPLE

Quando:
31 Gennaio 2015@21:00–22:00
2015-01-31T21:00:00+01:00
2015-01-31T22:00:00+01:00
Dove:
TEATRO DELL'ORTICA
Via Salvador Allende
48, 16138 Genova
Italia
Costo:
INTERO 8 € RIDOTTO 6 € | SOCI NUOVO CIEP 5 €
Contatto:
TEATRO DELL'ORTICA
010 8380120

MOLE-PEO-COP
Il Gruppo di Teatro Campestre

di e con Elisabetta Granara
regia Elisabetta Granara
una produzione Il Gruppo di Teatro Campestre

«I Mole People sono una band che sposa innovazione e fascino retrò. I Mole People hanno un vasto repertorio di canzoni d’amore e di morte e spaziano dalla war song alle dolci ballate, passando per il jazz e l’indie rock. I Mole People sono un rétro acoustic duo. Uno sa suonare, l’altro no. Indovinate chi c’è con voi stasera.»

I Mole People (dal titolo originale del film di fantascienza “Nel Tempio degli Uomini Talpa”, del 1965) sono stati un progetto teatrale-musicale del Gruppo di Teatro Campestre e sono composti da Elisabetta Granara (ukulele, kazoo, uovo).
Da uno scherzo musicale nato tra il 2012 e il 2013 tra i palchi dei concerti indipendenti è nato uno spettacolo teatrale. Con un tono ironico che richiama alla forma della clownerie, Il Gruppo di Teatro Campestre porta in scena la storia di un abbandono e di un percorso artistico per certi aspetti molto simile a quello di molti di noi, costretti a metterci in scena senza essere abbastanza preparati, per non perdere nessuna occasione di visibilità. L’attrice, che si ispira contemporaneamente alle atmosfere del varietà e dell’ambiente musicale indie, recita la parte di una musicista alle prime armi abbandonata dall’altro componente della band, chiamata I Mole People.
In un contesto decisamente superiore alle sue capacità, cerca di barcamenarsi come meglio può fino alla fine della sua performance, cantando canzoni arcinote, nella speranza che qualcuno venga a salvarla dal massacro al quale va incontro.

«Un duo strano, per la verità, perché composto da una sola persona, la giovane cantante e musicista Elisabetta Granara che, utilizzando un abbigliamento che alterna con disinvoltura cuffiette da piscina vintage a paillettes e lustrini – concrete testimonianze dell’efficace “estetica sorprendente” già citata – cerca affannosamente di rimediare alla scarsa preparazione artistica e all’improvviso forfait del secondo componente della band. «Che tristezza», sospira a più riprese la giovane musicista tra un brano e l’altro, lasciando trasparire sconsolatamente tutto il suo sconforto. Nonostante tutto, però, l’eclettica artista, dopo aver sorpreso il pubblico con un cambio d’abito abbagliante, recupera un po’ dell’iniziale ironica verve per concludere un’esibizione divertente e frizzante, leggera e “interattiva”. Il risultato: un simpatico e riuscito esempio di cabaret. » Nicoletta Fabio, Persinsala, maggio 2013

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