GUGLIELMETTI TRANVIERE FALEGNAME E PARTIGIANO

Quando:
13 luglio 2018@21:30
2018-07-13T21:30:00+02:00
2018-07-13T21:45:00+02:00
Dove:
PIAZZALE CHIESA PINO SOPRANO
Via di Pino
Genova GE
Italia
Costo:
INTERO € 8.00 RIDOTTO € 6.00 over 65, under 18, Soci Nuovo Ciep, Soci COOP, corsisti OrticaLab e OPT, card AMICI DELL'ORTICA e Giardini Luzzati
Contatto:
TEATRO DELL'ORTICA
0108380120

di Antonio Carletti
con Mirco Bonomi e Antonio Carletti
regia Mirco Bonomi e Antonio Carletti

 

Lo spettacolo conferma il sodalizio fra Mirco Bonomi – direttore di Teatro dell’Ortica, regista e attore – e l’autore ed attore Antonio Carletti, nato in occasione dello spettacolo Cognome e nome Pertini Sandro realizzato sempre con la preziosa collaborazione di Coop Liguria Il lavoro nasce da una ricerca effettuata presso il Museo storico della Resistenza di Genova e gli archivi di AMT (Azienda Municipalizzata dei Trasporti) di Genova: Romeo Guglielmetti fu infatti operaio in qualità di falegname dell’’allora UITE, oltre che dirigente del movimento partigiano della Val Bisagno. Nel dicembre del 1944 Guglielmetti e altri sette antifascisti (Dino Bellucci, Giovanni Bertora, Giovanni Giacalone, Amedeo Lattanzi, Luigi Marsano e Giovanni Veronelli) vengono arrestati, torturati e condannati a morte per rappresaglia all’ attentato ai danni di due ufficiali tedeschi in via XX settembre a Genova. Il 14 gennaio dello stesso anno si decide di farli immediatamente fucilare – al Forte di San Martino – da un plotone di Carabinieri, comandato dal Tenente di Complemento Giuseppe Avezzano Comes che si oppone all’ordine di procedere all’ esecuzione costringendo ad intervenire i soldati nazifascisti che trucidano gli otto prigionieri.

Nel racconto a due voci, Bonomi e Carletti rievocano la Genova degli anni ’20, ’30 e ’40, fino agli eventi che portarono alla cattura e alla barbara esecuzione di Forte San Martino; ma raccontano anche un’altra resistenza, più defilata, meno conosciuta: quella della lotta in città, che spesso vedeva protagoniste persone non più giovani a volte vecchi: lo spettacolo vuole portare in luce anche questo spetto dell’antifascismo, meno noto ma che fa parte della stessa storia. anche questo aspetto più quotidiano, meno «eroico» dell’antifascismo.

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