FABULA VERA

Quando:
11 Luglio 2019@21:30
2019-07-11T21:30:00+02:00
2019-07-11T21:45:00+02:00
Dove:
Oratorio S. Giovanni Battista
Chiesa Molassana alta
Costo:
INTERO | € 10.00 RIDOTTO | € 8.00 over 65, under 18, Soci Nuovo Ciep, Soci COOP corsisti OrticaLab e OPT
Contatto:
TEATRO DELL'ORTICA
0108380120

Compagnia Sine Nomine

attori Roberto di Sibbio, Sara Ragni

coreografia Laura Bassetta, Mariolina Maconio

aiuto regia e costumi Pina Segoni

regia e adattamento teatrale Giorgio Flamini


Ispirato dal carattere anti-classico dell’opera e dalle sue notevoli aperture performative, Giorgio Flamini condensa nell’atto scenico l’originale lucianeo e i riverberi che dal Rinascimento al Barocco all’età contemporanea ne suggellano la qualità di testo centrale della cultura occidentale (centrale proprio in quanto eccezionale e obliquo). Utilizzando il testo quale provocazione iniziale di strumento per illustrare la difficoltà – tutta umana – di approdare a una dimensione di certezza e stabilità, di limpida e univoca visione del mondo, di sicura fiducia nella capacità di operare nel e sul reale, e giocando sulla natura composita della compagnia #SIne Nomine (Attori detenuti e Attori professionisti, performers, musicisti), Giorgio Flamini mette in scena una favola oscura, barocca e noventesca: marinai-pinocchi, mostri lucianei e personaggi della favola collodiana, immersi in scene e costumi omaggio alla Bauhaus, accoglieranno il transito degli ospiti, attraverseranno muri colorati che crolleranno per essere continuamente e vanamente ricostruiti, ricostruiranno gli episodi centrali della Storia Vera e dei testi che ad essa si ispirano. In un movimento turbinoso e incessante, ogni scena sarà continuamente smontata e rimontata: così per la barca a remi di Luciano e il grande cetaceo, le isole degli empi, dei giusti, dei sogni…

In un enorme oceano umano (il pubblico), Attori liberi e ristretti metteranno in scena la gioiosa fatica dell’essere vivi, del cercare di dire la verità, dell’inventare una favola plausibile e possibilmente consolatoria

La storia vera di Luciano di Samosata è considerato un romanzo di fantascienza ante-litteram che descrive un giro del mondo alla scoperta di altre terre e popoli, un viaggio che 50 uomini e Luciano compiono a occidente delle colonne d’Ercole fino a raggiungere un nuovo continente, la terra predetta da Radamanto; l’equipaggio si imbatte in misteriose isole abitate da strani esseri, con flora e fauna antropomorfizzate, fiumi di vino e di latte, isole di formaggio e generosi, quanto surreali, paesaggi con città d’oro e pietre preziose.

I marinai spinti da un forte vento sbarcano sulla Luna, dove uomini volanti su ippogrifi li catturano e li conducono dal re Endimione, dove vivono solo maschi che si sposano e si riproducono tra loro; partecipano alla guerra tra Soleni e Lunari per la conquista della stella Espero. La nave torna sulla terra, nel mezzo dell’oceano, e viene inghiottita da una balena di mille e cinquecento stadi di lunghezza; il ventre è abitato da mostruose tribù. Nel vagare nelle viscere del cetaceo, su un’isola incontrano un marinaio Scintaro e suo figlio inghiottiti da 27 anni (Geppetto e Pinocchio), e combattono gli strani esseri anfibi uniti ai due alleati. All´apertura della bocca del mostro assistono alla battaglia tra giganti che, seduti su lunghe isole, le spostano come fossero navi. Dopo un anno e nove mesi con un incendio soffocano la balena e tornano a navigare nell’oceano per scoprire altre dimensioni fuori dal tempo e dallo spazio, altre isole, luoghi ultraterreni, come l’isola dei beati, l’isola dei supplizi detta degli empi e l’isola inafferrabile, quella dei sogni…

La storia vera nasce come satira alla storiografia, un sarcastico racconto sull’esplorare l’ignoto. L’autore si addentra nel mondo della fantasia, dell’irrazionale, del sogno, del nulla e della morte, in spazi e luoghi inesistenti creati dall’immaginazione e dal mito. Continuo è il riferimento alle guerre combattute con giganteschi ortaggi, da figure zoomorfe e antropomorfe, con eserciti di soldati, fusioni di insetti e animali, come pure alla giustizia, alla prigionia e all’espiazione. Si percepisce la decadenza della cultura classica, la crisi dell’impero dopo il Cristianesimo. Il racconto è strutturato secondo criteri storiografici, perciò la fantastica avventura è narrata nello stile di un diario di viaggio realmente compiuto. Fin dal prologo Luciano chiarisce i contenuti dell’opera, in tutto il romanzo racconterà bugie, e una cosa sola è certa: “nulla di quanto è raccontato è vero”, tutto è frutto di fantasia ed è bugia. Un testo sorprendente che ha influenzato tanta letteratura occidentale del fantastico e la fantasia degli autori del romanzo di avventura e di fantascienza, diventato nei secoli un genere molto apprezzato e rappresentato in tutte le arti con particolare fortuna della settima (l´Orlando Furioso di Ludovico Ariosto, Pantagruel di François Rabelais, I viaggi di Gulliver di Jonathan Swift, l’opera di Jules Verne, Le avventure di Pinocchio di Carlo Collodi e Le città invisibili di Calvino).


 

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